La nostra terra, il nostro habitat

 

Il rischio ambientale di queste “cosi dette” attività industriali era già esploso in tutta la sua disastrosa dimensione un mese fa a Roma. La domanda è, dopo quella catastrofe e dopo l’ennesima (la Nostra) si è fatto qualcosa, si farà qualcosa affinché queste attività vengano monitorate, verificate, controllate, tenute nella massima sicurezza, perché, come si è visto non ci sono limitazioni, recinti, per contenere i veleni immessi in atmosfera, quell’area intossicata raggiunge tutti, persone e cose, condiziona la salute dei viventi, compromette il lavoro, i sacrifici, l’operosità degli uomini e delle donne e la laboriosità nelle produzioni agro-alimentari, distruggendo l’economia e l’attrazione positiva di un intero territorio.