Dal seme alla confezione, ecco perché i nostri prodotti sono sicuri

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Iniziativa dell’associazione Comunità “Storia & Futuro” a Battipaglia

Dal seme alla confezione, ecco perché i nostri prodotti sono sicuri

Al seminario informativo su “Costruendo futuro”, il presidente Ciotti richiama la necessità di una forte sinergia tra tra mondo della ricerca, dell’associazionismo imprenditoriale e le istituzioni

 “I controlli sui prodotti agroalimentari iniziano dalle sementi, continuano lungo tutto il ciclo produttivo, senza escludere la giusta fertilizzazione naturale del terreno e la cura che si ha di esso. Inclusa l’acqua per irrigare. Siamo noi i primi a volere controlli continui per assicurare un prodotto di qualità, sicuro, salubre. Il consumatore sceglie le produzioni provenienti dalla Piana del Sele e da Battipagla anche per questa ragione”. Gli imprenditori del settore lo hanno spiegato a chiare lettere durante il seminario informativo organizzato dall’associazione Comunità Storia e futuro, che si è tenuto ieri sera a Battipaglia presso il Centro sociale. Michele Maddalo, dell’omonimo gruppo che produce soprattutto IV gamma, Valerio Conza della Fertenia, azienda della Piana specializzata ed impegnata nel campo dei fertilizzanti, Giandomenico Consalvo, hanno esplicitato i processi produttivi, ma hanno anche puntato l’indice sulle difficoltà del settore. Un confronto a cui sono stati chiamati dal presidente dell’associazione, Pietro Ciotti. E con gli imprenditori, ma anche le istituzioni di settore.

Quel “danno da percezione” che sta minando le produzioni agroalimentari sane è enorme. Lo ha sottolineato anche Diana Attianese, presidente dei giovani Anicav. “In Campania c’è il 50% della produzione di pomodoro italiana, un’economia enorme fatta di lavoro e di occupazione, con 8 mila impiegati fissi e 15 mila stagionali – ha detto – Difendiamo i nostri prodotti. Le imprese sono le prime a volere, a pretendere la sicurezza”. In una sala gremita anche tante imprese, preoccupate per quanto sta accadendo, ma convinte di lavorare tutte con un solo obiettivo, una produzione di qualità. “La politica di settore è quasi inesistente, ci sono azioni o non azioni assurde, c’è una legislazione che non aiuta i nostri prodotti – dice Pietro Caggiano, componente della giunta della Camera di Commercio – Le nostre imprese lavorano in una situazione difficilissima. O le sosteniamo con efficacia o lasciateci lavorare in pace”.

Chiudendo l’incontro il presidente dell’associazione Pietro Ciotti ha sottolineato la necessità di una governance di settore, che metta insieme tutte le componenti, una sinergia “tra mondo della ricerca, dell’associazionismo imprenditoriale e le istituzioni”. “Questo è un settore di cui ci si è dimenticati di avere per lungo tempo, ma oggi scopriamo che è l’unico che riesce a reggere dinanzi alla crisi. E’ per questo che da esso si deve partire per sostenere l’economia – ha continuato Ciotti –  E una gran fetta di economia agroalimentare di questa provincia passa proprio per la Piana e per Battipaglia”. Infine chiosa: “Il vuoto di questi anni ha prodotto le difficoltà manifestate dagli imprenditori, l’obiettivo primo dovrà essere il superamento di queste con un’azione di sostegno e sinergia”.